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INCHIESTA SUI FEROMONI

AbdesSalaam Attar

Parte 4

 


I FEROMONI UMANI

L’olfatto umano ed i feromoni

La piccola taglia del nostro bulbo olfattivo non significa che per l’essere umano (micro osmico) il senso olfattivo sia meno importante che per animali più dotati (macro osmici). I messaggi olfattivi sono infatti decifrati anche da altre regioni del cervello che non esistono in altri mammiferi.

La comunicazione chimica (olfattiva) ha molto rilevanza in diverse area del comportamento umano: in effetti il nostro odore corporeo riflette il nostro stato fisiologico e metabolico interno, la nostra dieta, il nostro sesso e fase riproduttiva e lo stato della nostra salute (le malattie ci fanno produrre odori caratteristici).

Questi indici sono spesso quelli che determinano le nostre scelte di frequentazione sociali e soprattutto le nostre scelte riproduttive (scelta dei partner).

Sempre nella stessa ottica, il riconoscimento olfattivo della propria famiglia è di prima importanza nei nostri comportamenti sociali e di riproduzione. L’incesto non è solo un tabù sociale, è un tabù biologico olfattivo. Per tutti i mammiferi l’odore dei parenti stretti è inibitorio della funzione riproduttiva.

Questo odore (feromone) corporeo “di famiglia” include la produzione di odori controllati dal gene MHC. Questo gene ci fa produrre un profumo che comunica olfattivamente agli altri il patrimonio immunitario che abbiamo ereditato (vedi report N° 2). Il controllo che questo odore possiede sui nostri comportamenti è talmente potente che c’è da stupirsi qualora si rifletta sulla propensione umana a infrangere tutti i tabù sociali: soltanto l’esistenza di questo tabù olfattivo può spiegare che l’incesto sia così poco praticato.

L’esistenza nell’essere umano di un organo olfattivo secondario funzionante, preposto al riconoscimento dei feromoni, l’organo vomeronasale, è tuttora contestato.
E’ da notare però che un’azienda farmaceutica pretende di avere scoperto un sistema di cure attraverso questo organo, e produce farmaci da inalare basati su molecole di sua proprietà che ha chiamato Vomeropherine.

Preferenze olfattive
Negli umani come in altri animali molte preferenze olfattive sono il frutto dell’esperienza personale ma esistono predisposizioni innate probabilmente frutto di un’eredità olfattiva genetica. Lo si può vedere osservando le espressioni facciali dei neonati ai quali si fanno annusare diversi odori di prova.

Inoltre lo stato di salute e lo stato d’animo delle persone provoca cambiamenti nel loro apprezzamento degli odori. L’odore di cibi pesanti delizierà un uomo affamato ma darà nausea ad uno afflitto da emicrania o da febbre. Nel caso dei feromoni, ho constatato in quanto profumiere un fenomeno conosciuto come anosmia specifica. Alcune persone percepiscono difficilmente l’odore del muschio e dell’ambra grigia. E’ stato mostrato che l’anosmia (assenza di percezione olfattiva) specifica a certi odori corporei umani si sviluppa nei maschi (per l’androstenone) dopo l’età di pubertà, mentre la percezione della stessa molecola diventa più acuta dopo quest’età nelle femmine.
L’anosmia specifica accerta l’inabilità a sentire coscientemente una molecola aromatica nelle diluizioni in cui è normalmente percepita, ma non prova in alcun caso l’assenza di “prime effect” (effetto sul sistema endocrino) sulle persone anosmiche, ma anche se così fosse, l’anosmia specifica a certi feromoni potrebbe essere soltanto il modo per alcuni persone di adattarsi all’ambiente, quando questi stimoli potrebbe essergli dannosi.
La reazione a questi feromoni (acido metyl-exenoic, acido ethylheptanoico ecc), come ai feromoni di profumeria (zibetto, castoreum ecc) può essere sia di apprezzamento sia di disgusto, senza via di mezzo, mentre stranamente gli stessi prodotti animali poco gradevoli (zibetto) rendono tutti i profumi che li contengono più attrattivi di quelli senza.

Gli odori ascellari umani, essendo feromoni, provocano sugli altri effetti fisiologici (prime effects), per cosi dire viscerali, poco consueti nell’interazione sociale civilizzata che si situa ad un livello mentale più che fisico. Gli odori corporei sono quindi giudicati negativamente e questo giudizio col tempo viene acquisito dalle persone, per assimilazione del patrimonio dei valori culturali, per esperienza personale quando si raggiunge l’età (con la pubertà) di essere affetto dagli effetti fisiologici degli stimoli feromonali altrui (e anche di influenzare gli altri con i propri), e raggiungendo l’età nel quale il giudizio altrui diventa di prima importanza per la propria sopravvivenza (vita sentimentale e professionale).

L’uso dei profumi accomuna tutte le civiltà. Ha lo scopo di eliminare gli odori corporei (le molecole aromatiche naturali sono battericidi) ma anche di “spiritualizzare” il proprio odore individuale che comunque permane, anche se non percepito così negativamente come quando è stato degradato dai batteri della pelle.
L’altro strumento comune alle civiltà tradizionali è la depilazione ascellare e circumgenitale tuttora praticata in tutta l’Africa e in tutto il mondo musulmano nonché nella cultura ebraica.

Effetti dei feromoni

L’esperienza personale di ciascuno di noi è sufficiente per farci capire che gli odori sono importanti nelle scelte sessuali umane e negli scambi sociali. Le ricerche scientifiche cercano di capire in quali modo agiscono su di noi.

E’ stato provato già nel 1971 che le donne che vivono in gruppo per diversi mesi, in certe circostanze, sincronizzano il ciclo mestruale sotto l’influenza di feromoni prodotti dalle ghiandole ascellari.
Un esperimento del 1986 fatto questa volta con secrezioni ascellare di maschi, deposte sul labbro superiore di donne, si dimostrò capace di regolare i cicli di quelle donne che lo avevano troppo lungo o troppo corto, per avvicinarlo ai 28 giorni normali.
Un esperimento del 1990 mostrò anche che ragazze esposte a contatti fisici con uomini parenti ritardavano la pubertà mentre l’esposizione fisica con uomini non imparentati (padrino per es.) aveva l’effetto opposto.
Questi ed altri sperimenti hanno dimostrato che gli odori prodotti da altre persone hanno degli effetti significativi sui processi neuro endocrini umani. Questi effetti sono chiamati “prime effect”.

Tutte le secrezioni ghiandolari sono controllate dal sistema endocrino che è anch’esso affetto dagli odori, rispondendo quindi a certi odori ordinando la produzione di altri, dando luogo ad una conversazione olfattiva in un linguaggio archetipico. Ma questo “prime effect” degli odori non differisce dagli altri, che sono sempre basati sulla stimolazione della produzione di ormoni, che non sono altro in struttura che molecole aromatiche, che sono poi immessi nel flusso sanguino.

Gli odori del corpo umano

Il più ricercato dei feromoni è il feromone primario che renderebbe chi lo indossa irresistibile ai potenziali partner. Un feromone trovato nella scimmia Rhesus, “Copulin” è stato ricercato nelle secrezioni vaginali umane ed è stato sperimentato su maschi ma senza risultati certi.

Le ghiandole sudorifere sono ripartite sull’intero corpo umano e producono tre tipi di secrezioni, la ghiandola apocrina è responsabile per la produzione degli odori. Lo sviluppo delle ghiandole apocrine è una caratteristica sessuale ed avviene all’età di pubertà, dando luogo agli odori “adulti”.
Le ghiandole apocrine sono presente intorno ai capezzoli, sui genitali, sotto le ascelle e sul cuoio capelluto. Producono la secrezione sotto l’effetto di emozioni, di stress o di eccitazione sessuale.
Ma molti degli odori corporei umani sono prodotti da batteri e da altri microrganismi a partire da secrezioni poco odorose, come quelle apocrine o sebacee. Gli odori caratteristici delle varie parti del corpo sono il frutto dell’interazione tra queste secrezioni e i microrganismi  che vivono lì. Le secrezioni ascellare sono le più studiate dai ricercatori perché sono patrimonio esclusivo dei primati e degli esseri umani, ma anche perché quelle dei maschi e delle femmine sono diversi e perché sono percepibili a distanza. L’insieme delle ghiandole sebacee, eccrine ed apocrine con i peli ascellari e con i microrganismi della zona costituiscono “l’organo odoroso ascellare”. La depilazione ascellare riduce drasticamente la capacita dell’organo a produrre il suo tipico odore.

In effetti le secrezioni apocrine sono poco odorose quando prodotte, perchè gli acidi grassi, le proteine e gli steroidi che li costituiscono sono complessi e pesanti, quindi non volatili. E’ l’incubazione con i batteri della pelle che “digeriscono” queste molecole spaccandole che le rendono volatili, quindi odorose.
L’attività principale dei batteri è di scindere gli acidi dalle proteine alle quale sono legati al momento della loro produzione. I peli ascellari moltiplicano la superficie abitativa dei batteri e moltiplicano anche la superficie di evaporazione dell’odore. La natura della flora batterica presente sulle ascelle dipende dei livelli androgeni delle persone e condiziona anche l’odore prodotto dalle secrezioni.
Le secrezioni ascellari contengono androstenolo (anche trovato nell’urina) e androsterone (dall’odore di tartufo), ma anche una grande quantità di acidi alifatici, altri steroidi e composti odorosi che sono la “firma olfattiva” di ogni persona e odori dovuti ai cibi ingeriti o ai disordini metabolici (malattie).
Le secrezioni femminili contengono 50 volte meno androsterone di quelle maschili.
Uomini e donne producono per la maggiore parte le stesse molecole odorose ma le loro proporzioni cambiano, per gli acidi alifatici per esempio sono opposte. Anche la flora ascellare è del tutto diversa: per esempio gli uomini hanno una molto più alta proporzione di coynebacterium.

E’ la complessità estrema del sistema di produzione odoroso che permette a ciascuna persona di avere il proprio odore, e questo fatto è corrisposto da una possibilità ugualmente sofisticata di percezione del nostro organo olfattivo.

Ma questo rende la ricerca tradizionale in questo campo quasi impossibile, perché oltre a tutte le varianti fisiche individuali che condizionano la produzione chimica-odorosa dell’umano (età, dieta, salute, ciclo, attività sessuale, ecc), l’aspetto psicologico, proprio all’essere umano, incide in modo determinante su questa produzione e per i ricercatori è praticamente impossibile trovare soggetti che siano nelle stesse condizioni fisiche ed emozionali per potere trarre conclusioni incontrovertibili.
La ricerca nel campo olfattivo quindi dovrebbe assumere i metodi della ricerca fisica pura piuttosto che quelli della ricerca medica tradizionale, per potere progredire oltre l’ignoranza quasi totale in cui siamo oggi in proposito.

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INCHIESTA SUI FEROMONI
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