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Mercoledì, Novembre 05th, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Organo da profumiere Il misterioso e mitico strumento del profumiere, come costruirlo, spiegato punto per punto e illustrato da fotografie. Piegabile, facilmente trasportabile per viaggi di lavoro, questo organo totalmente innovativo diventerà il modello per tutti i profumieri. Clicca qui

Lunedì, Novembre 03rd, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Nuove essenze mi arrivano dall’Australia, il legno di sandalo Eco e il Fire tree.

Il legno di Sandalo Australiano mi è prezioso perché costa un bel po’ meno del sandalo Indiano e ne basta molto meno in composizione per avere la nota del Sandalo.
E’ coltivato e, anche se la sua disponibilità è limitata, è sempre possibile comprarne qualche quintale all’anno se dovesse avere un cliente che vuole lanciare un prodotto di massa 100% naturale che contenga Sandalo.
Contiene più farnesol del Santal Mysore Indiano, e questo componente può essere allergenico, ma questo problema si presente solo se usato puro.
Il Sandalo eco-Australia non viene da piantagioni ma è ottenuto distillando vecchi rami morti dell’albero selvatico, raccolto dai Bushmen.
Questo Sandalo è più potente, più longevo e con la nota Sandalo più netta ancora del convenzionale.
L’essenza del legno di Sandalo, come quelle di parecchi altri legni aromatici, migliora invecchiando, e apparentemente, migliora anche all’interno dei vecchi rami caduti dove rimane imprigionata per anni.
Il Sandalo eco-Australia è quindi paragonabile ad un Sandalo Australia “vintage”.

Il Fire tree (Xanthorrhoea preissil) è un legno aromatico che usano i Bushmen per accendere il fuoco. Lo stesso ho visto fare in Afghanistan, dove si accende il fuoco con un cedro resinoso profumatissimo che brucia con un fumo nero come se fosse imbevuto di gasolio.
Gli oli essenziali sono degli idrocarburi ed è per questo che bruciano bene ed é anche per questo che sono in grado di diluire le vernici sintetiche.
Il Fire tree è stato definito da Luca Turin “l’odore più interessante degli ultimi anni”. Ha una nota di testa fruttata dolce e spiccata, di tipo albicocca e mirto, che prosegue nel cuore dell’odore per lasciare un fondo legnoso fruttato molto discreto.

E’ senz’altro un odore interessante che incontra un riscontro positivo quasi universale. Sarà interessante presentarlo agli allievi di profumeria come materiale di lavoro al prossimo corso, per vedere come persone senza preconcetti lo utilizzano.

Sabato, Novembre 01st, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Stavo discutendo con Luca Turin a proposito di olfazione e stavamo provando di capire perché l’epithelium olfattivo del cane che è soltanto 4 volte più grande del nostro gli permette, secondo le teorie attuale, di sentire 10 000 volte meglio di noi.

E’ vero che il nostro epitelium è situato molto profondamente all’interno del nostro naso, dove il flusso d’aria che respiriamo è minimo, allorché l’epithelium del cane è situato proprio nella corrente d’aria nasale.

Io sono convinto che la ragione della nostra natura micro-osmica non è fisiologica bensì psicologica, ed è riassunta in una parola “soglia di percezione”.

La soglia di percezione è quella al di sopra della quale percepiamo coscientemente un odore.

Il nostro cervello ha inalzato la soglia di percezione agli odore in modo di evitare una situazione conflittuale tra il senso olfattivo e l’intelletto, tra la natura animale e quella umana, tra istinto ed intelligenza.

Una tale situazione conflittuale avrebbe impedito alla creatura umana di avvantaggiarsi pienamente dell’intelligenza nella corsa naturale per la sopravivenza.

La ragione fisiologica del nostro essere micro osmici (la posizione dell’epithelium) sarebbe soltanto una conclusione evolutiva di questa prima ragione (evitare una situazione conflittuale).

Affermo questo benché il mio concetto dell’evoluzione andasse ben oltre il concetto Darwiniane, perché il mio concetto della creazione della vita e dell’universo prende in considerazione lo spazio tempo di una maniera totalmente diverse di come poteva fare Darwin prima della rivelazione della loro relatività.

In parole semplici, non importa chi fu prima della gallina o dell’uovo, perché la gallina è nell’uovo e l’uovo è nella gallina.

Giovedì, Ottobre 30th, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Non c’è dubbio sul fatto che un amante dei profumi dovrebbe adottare un approccio differente del solito per sentire un profumo 100% naturale. I profumi naturali possono essere percepiti stranamente dai perfumistas (amanti dei profumi), e ho osservato che un periodo di tempo è spesso necessario per superare la perplessità iniziale.

I profumi naturali e quelli commerciali sono due mondi diversi. I profumi naturali possono sembrare grezzi a chi è abituato alle fragranze di profumeria, perché hanno un effetto diretto sulle memorie, sulle emozioni e sul sistema nervoso centrale, mentre la profumeria sintetica agisce indirettamente, attraverso l’evocazione dei ricordi.

I profumi sintetici non risvegliano le memorie olfattive, li accarezzano, evocano soltanto il ricordo di queste memorie, il quale è un processo molto più delicato e meno coinvolgente.

E’ cosi perché il profumo commerciale utilizza rosa sintetica, che non è rosa vera ma una sua evocazione, e così via per tutti gli ingredienti elencati nella piramide olfattiva dei nostri profumi commerciali.

Contrariamente a quello che succede nell’industria, molti dei miei profumi non sono disegnati per piacere al maggiore numero, ma ad un “tipo” di persone. Per questa ragione tutti troveranno nei miei “profumi dell’anima” uno o due profumi che gli piaceranno molto, e gli altri no.

E’ molto interessante per chi ama particolarmente una di queste fragranze, di leggere il testo che spiega il “tipo” psicologico che corrisponde alla sua scelta istintiva.

La mia filosofia nel fare profumi è basata sulla personalità e la personalizzazione, esattamente il contrario della produzione di masse.

Le personalità sono forte e spesso i profumi che compongo sono per un “archetipo” di tipo di personalità. Un profumo personalizzato è fatto per una persona del tutto normale che ha una personalità “tipica”, ma il profumo che viene fuori da questa persona, se è stato completato con successo, riflette l’archetipo di questa personalità, e sarà amato da tutte le persone che possiedono questa personalità in parte.

C’è sempre una misura di esagerazione in un archetipo, ed è per questo che ad alcuni i miei profumi possono sembrare esagerati.

Conosco molte persone che, dopo qualche tempo, si sono talmente fatto il naso ai profumi naturali che non supportono più (come lo faccio io) i profumi sintetici di commercio.

Un approccio diverso verso la vita

Martedì, Ottobre 28th, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

L’amore per i profumi e la spiritualità vanno di pari, almeno nella tradizione islamica, ben diversamente dell’idea di Serge Luthens per il quale il profumo è un’espressione di decadenza, lussuria e sensualità. Le tradizioni profetiche delle tre religioni monoteistiche, tanto nel loro rituale quanto nelle loro mistiche, ci forniscono diversi indizi circa il rapporto diretto che esiste fra la realtà spirituale degli uomini e la loro capacità olfattiva.

Cominciando dal misticismo ebraico, perché ha origine dal profeta Abramo che è non soltanto il padre spirituale ma anche biologico di Mosè, di Gesù e di Mohammad. Nella mistica ebraica l’odorato è descritto come l’unico senso che da piacere all’anima, mentre tutti gli altri sensi danno il piacere al corpo. I racconti profetici che leggerete sotto illustrano il mio punto, cioè che gli esseri umani più spirituali ricordati dalla storia, i fondatori delle grandi fede, hanno avuto un odorato talmente più sviluppato del comune dei mortali che gli ha permesso di percepire e di conoscere cose che erano nascoste a tutti gli altri. Questi esempi, benché riguardando profeti di altre religioni, vengono direttamente dalla tradizione musulmana, in particolar modo dal Corano.

1.) Gesù era solito sorprendere la gente quando, da bambino, descriveva loro tutto ciò avevano mangiato nelle loro case. Questo disturbava molto i concittadini di Gesù perché le regole alimentari erano estremamente rigorose nell’Ebraismo e molti non le osservavano rigorosamente, particolarmente fra i ricchi. Gesu sentiva gli odori di cibo addosso alle persone, come spesso accade a voi come a me, quando per esempio qualcuno ha mangiato i fritti. Tuttavia questa abilità di Gesù era così sbalorditiva perché era in grado di dire loro tutto quello che avevano mangiato, compreso gli alimenti dei quali nessun potrebbe aver sentito l’odore, e sopratutto se erano cibi leciti o illeciti.

2.) A Salomone era stato insegnato il linguaggio di tutte le creature viventi. Una volta passò con il suo esercito vicino ad una comunità molto grande di formiche. Sentendo i passi delle sue legioni, le formiche si allarmarono e si dissero l’un l’altra:

“O formiche, rientrate nelle vostre dimore, che non vi schiaccino inavvertitamente Salomone e le sue truppe ».

[Salomone] sorrise …” (Corano 27, 18-19)

Come ha potuto Salomone sentire le loro voci? Ha sentito l’odore delle loro parole, perché gli insetti comunicano essenzialmente con il linguaggio chimico. Producono i loro feromoni e fra questi i feromoni d’allarme. Con questo dispositivo, un insetto molto piccolo di 2 millimetri può trasmettere il suo messaggio ad altri su lunghe distanze. Ecco che cosa sono le antenne degli insetti: nasi per messaggi chimici (aromatici). Il naso di Salomone era così sensibile che poteva sentire l’odore di questi feromoni da distanze ancora più lunghe delle formiche e poteva riconoscere i loro differenti tipi, quindi conosceva il linguaggio che constituiscono.

3.) Giacobbe era diventato cieco da avere tanto pianto la scomparsa del suo caro figlio Giuseppe. Dopo molti anni l’intero gruppo dei suoi 12 fratelli fu costretto dalla carestia ad uscire dal deserto per trovare frumento in Egitto. Giuseppe era diventato il viziro del Faraone e il suo ministro dell’agricoltura. Loro non lo riconobbero ma lui si. Alla fine rivelò la propria identità nel loro secondo viaggio in Egitto e disse: “Andate di nuovo da nostro padre e gettate questa mia camicia sulla sua faccia. Recupererà la sua vista.”.
Così, quando la carovana si avvicinò alla tenda di Giacobbe, questo disse: “Posso sentire l’odore di Giuseppe”.
E vero che l’odorato delle persone cieche diventa particolarmente acuto, ma non fino a questo punto. Giacobbe era un profeta e, come Gesù o Salomone poteva sentire odori che gli altri non possono sentire. I suoi figli dissero: “Questo è la tua vecchia follia su Giuseppe che ancora non ti lascia”. Ma arrivarono i figli che erano stati da Giuseppe in Egitto e quando gettarono la camicia sulla sua faccia la sua cecità fu curata. Così il naso può curare altri organi del nostro corpo.

Un grande dolore lo aveva reso cieco. Il naso può veicolare potenti emozioni e l’odore di Giuseppe gli procurò una gioia così grande che curò la cecità causata dal dispiacere della sua perdita.

4.) Il profeta Muhammad rimase orfano all’età di sei anni, i suoi unici figli furono femmine, il primo convertito fu una donna, disse che la persona a lui più cara era sua moglie e una volta disse: “Il migliore di voi è colui che è più gentile con la sua famiglia”. La sua tenerezza verso il genere femminile è ampiamente documentato dalle tradizioni e egli li descrisse paragonandoli alla dolcezza del profumo e della meditazione. Disse ai suoi compagni: “Tre cose di questo mondo sono state rese care al mio cuore: la preghiera, il profumo e il genere femminile”.
Ecco perché nell’Islam il profumo è sinonimo di spiritualità così come il matrimonio è considerato come la meta del cammino religioso.
L’uso del profumo per la preghiera rituale del venerdì fu reso obbligatorio (nella misura della disponibilità), e l’arte dei profumi nata in India è stata sviluppata dagli arabi così come similarmente hanno assimilato e sviluppato la scienza della medicina dai Greci.

Entrambe le scienze furono “re-iniettate” in Europa attraverso la Spagna e le crociate. Ma come sappiamo bene con l’aromaterapia, fra profumo e la medicina non c’è realmente una frontiera e la figura dimenticata del medico-profumiere sta rinascendo di nuovo dalla profumeria naturale.
Il profumiere naturale d’oggi non ha la dimensione spirituale di cui era spesso circondato il profumiere antico, ma ha un ruolo equivalente di psicoterapeute e di guaritore delle menti con i suoi profumi, perché possiamo dire che un profumo che fa sentire bene e felice chi è depresso e triste lo ha realmente curato.

Mercoledì, Ottobre 22nd, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Ci sono modi diversi per iniziare la composizione dei profumi, ma lo spirito della cosa dovrebbe essere unico, “Kodo”; lo Zen del profumo.

Nella mistica ebraica tutti i sensi danno piaceri al corpo tranne l’odorato che dà piacere all’anima. Nella “Via dei Sufi”, ogni “stato” è associato ad una fragranza e nei linguaggi semitici la parole “fragrante” (tayyib) è un sinonimo della parola “buono”, come se tutto quello che è buono deve necessariamente emanare un buon profumo e tutto che emana un buon profumo è necessariamente buono. Così abbiamo la tradizione tramandata del “profumo di Santità” che emana dal corpo dei pii a causa delle loro azioni virtuose (buone).

Un profumiere dell’industria cosmetica deve imparare a conoscere le sue note basi, la loro struttura molecolare, la storia del loro utilizzo e le loro combinazioni felici, il loro prezzo, il loro processo di fabbricazione e la loro eventuale tossicità.

Il profumiere naturale deve imparare anche lui a conoscere le sue note basi, i suoi ingredienti, le note del suo strumento. Il profumo naturale è assai più complesso delle semplici molecole di sintesi usate dall’industria del profumo di masse. L’essenza delle piante è il loro spirito ricavato tramite un processo di base dell’alchimia, la distillazione.

Una conoscenza di base della fitoterapia, la nostra medicina ancestrale, è indispensabile alla conoscenza dell’essenza, perché nell’uso medicinale delle piante aromatiche è quasi sempre la loro parte aromatica che è curativa. La conoscenza della fitoterapia permette all’esperto di conoscere le proprietà della pianta osservando la sua crescita, la sua riproduzione, il suo terreno di predilezione, il suo clima ideale, le sue reazioni alle aggressioni, il suo profumo. Il profumiere naturale deve arrivare a questa conoscenza intuitiva, odorando un’essenza, ne conosce le proprietà medicinali perché si cura con le oli essenziali, lui, la sua famiglia e i suoi amici.

La pratica dell’aromaterapia è una conclusione naturale per chi compone profumi con le essenze naturali. Gli oli essenziali sono sostanze materiali si, da usare in aromaterapia nelle bevande, nei cibi o in massaggio, ma sono anche odori, effluvi immateriali, vibrazioni, e i loro aromi agiscono su di noi in modo sorprendente.Chi non ha sperimentato per esempio l’odore del limone che fa venire l’acquolina in bocca? Oppure ricordi emozionanti legati agli odori del passato? Non sappiamo forse tutti quanto gli cattivi odori possono disturbarci e quanta gioia possono suscitare fragranze gradite come quelle del cibo, del bosco o del mare?

Il profumiere naturale deve imparare anche le proprietà psicologiche delle sue materie prime e li imparerà solo indossandole e osservando l’effetto che provocano su lui stesso e sugli altri. Questa conoscenza non può essere acquisita se no con esperienza personale e questo potrebbe prendere molto tempo. Fortunatamente diverse persone conducono ricerche nel campo della psicologia olfattiva e lo sforzo di studiare le loro conclusioni, aggiunto alle proprie osservazioni basate sull’uso personale delle essenze permetterà a chi prende la “Via del Profumo” di crescere rapidamente in conoscenza fino a contribuire lui stesso con nuove scoperte, perché il campo della ricerca olfattiva è un oceano sconosciuto ancora tutto da esplorare.

La ricerca olfattiva non è limitata alla macchina del corpo, ma esplora l’infinito dell’anima umana.

Mercoledì, Ottobre 22nd, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

Gli uomini preferiscono abitualmente le fragranze legnose o speziate o erbacee, mentre gli aromi fioriti sono considerati femminili. La mia esperienza con i consumatori di profumi mi ha dimostrato che c’è una divisione chiara fra profumi maschili e femminili, ma molte donne prediligono profumi maschili mentre pochi uomini scelgono di indossare quelli fioriti, dolci e romantici. Il solo fatto che questo tipo di fragranze sono vendute come profumi per donne li impediscono poi definitivamente di acquistarli allorché avrebbero una naturale attrazione verso di loro.

Dovremmo viaggiare in Medioriente per trovare maschi capaci di indossare Rosa o Gelsomino senza pregiudizi e senza vergogna. Ho osservato a lungo la gente e i loro gusti in materia di profumi e ho notato che più “Macho” è l’uomo, più legnoso sarà il profumo che sceglierà. Le fragranze fiorite e dolci sono scelte dagli uomini di natura mite e pazienti, che hanno una sensibilità poetica o artistica e che coltivano l’umiltà e la gentilezza come virtù.

Si crede generalmente che le donne preferiscono il “Macho”, ma non è affatto vero, molte donne valutano altamente “l’uomo fiorito”, perché sanno che tende ad essere un partner di vita dolce, affidabile, amante e fedele.

L’uomo “Macho”, con il suo super ego seduce perché dimostra la capacità di conquistare la sua parte del mondo materiale e di assicurare la sopravivenza alla sua famiglia, ma una donna alla ricerca dell’amore vero non lo sceglierà, perché sentirà istintivamente che l’energia e l’ego di un tale uomo lo spingerà anche ad altre conquiste femminile.

Nella scelta del partner la donna ragiona molto con il suo istinto di madre prima ancora di diventarlo, perché in natura, la responsabilità primordiale di assicurare la sopravvivenza della propria prole è tutta sua. E’ per questo che quando la sposi è come un agnello, ma quando ha bambini diventa un leoni.

Un uomo sensato dovrebbe utilizzare il profumo come strategia di conquista esattamente come usa il suo vestirsi. Un uomo macho che indossa profumi fioriti oppure un uomo poetico che indossa profumi legnosi diventono irresistibili per molte donne, perché la natura maschila diventa in questa maniera completa e sembrano possedere i vantaggi di entrambi tipi di maschio.

Mercoledì, Ottobre 22nd, 2008 | Autore: AbdesSalaam Attar

I profumieri sono molto discreti sul loro lavoro perché preferiscono conservare un’aura di mistero. Le poche sentenze che concedono sono un po’ come gli scritti nei libri di alchimia, fatti per sviare i curiosi e per completare la conoscenza degli iniziati.

Non fa senso per un profumo naturale di volere spiegarlo o visualizzarlo in una piramide olfattiva con tanto di note di testa, di cuore e di fondo. Moltissime essenze della profumeria naturale sono sia di testa che di cuore, o sia di cuore che di fondo, oppure di tutto il tre insieme. Sono invece poche le note unicamente di testa , di cuore o di fondo.
Questo modo di vedere vale soltanto per le molecole singole (aromachemici) usate per la profumeria di masse (e di lucro).

Chi ha poi detto che un profumo deve avere note di testa, di cuore e di fondo?
I giapponesi mi chiedono profumi personalizzati di solo note di fondo; Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Vaniglia per prendere come esempio quello di oggi stesso. Questo è il loro gusto personale e la loro cultura olfattiva.
Un profumo deve rispondere a dei criteri estetici stereotipati o ai bisogni dell’anima di chi lo indosserà?

L’unica ragione per la quale si insegna che un profumo deve avere note di testa, di cuore e di fondo è che chi l’insegna ha ricevuto lui stesso a sua volta questo insegnamento, e possiamo risalire così ad un’epoca lontana in cui i criteri estetici esigevano questo tipo di profumo. Non è forse sclerotico questo approccio culturale?

L’anima ha bisogno di profumi naturali, sono primordiali per il nostro equilibrio psicologico, emozionale, ci ricollegano attraverso le memorie olfattive al nostro percorso di vita e alle nostre radici, ci nutrono di emozioni alla nostra insaputa. Sono anche fondamentali per noi come per tutti gli organismi vivi nella scelta del partner e nel processo riproduttivo, sempre alla nostra insaputa, attraverso i feromoni che sono il profumo identificativo di ciascuno di noi.

Per queste ragioni la visione che governa la costruzione del profumo moderno è inadeguata e limitativa, e le piramidi olfattive colorate offerte in pasto al consumatore di profumi non sono altro che fumo all’occhio e marketing di vendita per un prodotto che la maggiore parte delle volte non merita neppure di essere annusato 2 volte.

L’arte del profumiere è un po’ come quello del cuoco in quanto è basato sul “colpo di mano”, e l’improvizzazione al volo dove anche l’errore (“mi è passata la mano”) ha il suo posto nel risultato finale, come l’esempio storico del profumo chanel n° 5 conferma.

E’ anche molto simile all’arte del musicista che compone cento melodie che alla fine son solo delle varianti di qualcosa che già esiste, ma a volte, nasce una melodia che ha il potere stupefacente di fissarsi nell’orecchio e di entrare nelle mente al punto che le persone non possono fare a meno di fischiarla tutta la giornata.

Un profumo riuscito possiede questa qualità fissativa, ma non è attribuibile ad alcun ingrediente in particolare ma bensì ad una somma di ingredienti che si moltiplicano a vicenda.

Un buon profumo fatto a regole d’arte ha un odore singolo, unico, un’identità e un carattere suo che conserva dall’inizio alla fine della sua evoluzione sulla pelle. Una fragranza che fa un odore all’inizio poi un’altra dopo, poi uno completamente diverso alla fine è un profumo senza tocco, mal costruito, la cui composizione è stata eseguita senza competenza e la cui ispirazione è carente. Fare questo è alla portata di tutti.

La lavanda ha un odore caratteristico ed è lavanda dall’inizio alla fine della sua evoluzione sulla pelle. Cosa farebbe un profumiere di un assoluto di tuberosa che fa un odore di testa uno di cuore e uno di fondo, tutti diversi. Eppure è così che si comportano la stragrande maggioranza dei profumi moderni. Alla fine hanno tutti l’odore di una molecola unica, quella più persistente delle 2 o 300 che hanno mischiato secondo criteri da scolareschi della profumeria.

La profumeria naturale è del tutto diversa perché molte essenze utilizzate sono improntate nelle nostre memorie olfattive con una carica emozionale legata alle nostre esperienze personali. Così alcune persone che hanno vissuto una esperienza traumatizzante mentre sentivano l’odore della rosa o dell’incenso non li possono supportare nei profumi. Sentono solo quell’ingrediente che risveglia sentimenti così dolorosi anche se la dosa contenuta nel profumo è infima. Fortunatamente questo è anche vero per tutti gli odori legati alle memorie positivi e felici, dell’infanzia e dell’età adulta.

In un profumo naturale ciascuno sentirà più intensamente le essenze che provocano il risveglio di memorie più emozionanti. Un profumo normale è chimico ed è un fatto estetico, un profumo naturale è anche un fatto emozionale.

Quindi parlare di note di testa, di cuore e di fondo per un profumiere naturale è soltanto una confessione di ignoranza della psicologia olfattiva o di incompetenza nel costruire un odore unico, con la sua personalità, la sua anima e con il tocco magico che non viene né dagli ingredienti né dal profumiere stesso, ma solo dal favore del destino.