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GLI ORGANI DELL'OLFATTO
Gli odori non si percepiscono con tutto il naso ma con un sottile
strato di cellule che costituiscono l'epitelio olfattivo, situato nella porzione
più alta della cavità nasale sulla cartilagine dei turbinati.
L'acuità olfattiva è proporzionale all'estensione di questo epitelio e alla
densità dei recettori, infatti mentre il nostro raramente supera una decina
di cm2 con una densità media di 10.000 recettori/cm2 quello dei cani è circa
venti volte più esteso e inoltre presenta una densità di recettori almeno 100
volte superiore.
In questo epitelio si distinguono tre tipi di cellule: le cellule recettrici,
le cellule basali e le cellule di supporto.
I recettori dell'olfatto sono le uniche cellule nervose che vengono continuamente
sostituite nel corso di tutta la vita, con un ciclo di morte e rigenerazione
di circa 8 settimane. Le piccole cellule basali rappresentano i precursori da
cui si sviluppano i nuovi recettori. Questa caratteristica è peculiare anche
perché ogni nuova cellula olfattiva deve produrre ex novo la terminazione nervosa
che raggiunge il bulbo olfattivo.
Le cellule di supporto hanno la funzione di produrre un sottile strato di muco
che ricopre l'epitelio olfattivo, scorre ad una velocità di 10 mm/min. e viene
rimpiazzato completamente in circa 10 minuti. Le molecole odorose che entrano
nel naso portate dall'aria non raggiungono direttamente i recettori ma devono
prima sciogliersi nel muco che contiene acqua, sali, mucopolisaccaridi e sostanze
proteiche tra cui alcuni anticorpi che proteggono l'epitelio da batteri e virus.
Questa funzione è importante in quanto alcuni virus (come la rabbia) possono
utilizzare questa via per raggiungere il cervello. Dopo l'identificazione le
molecole odorose vengono portate via dal flusso del muco insieme a qualunque
altra particella che raggiunge l'epitelio olfattivo.
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